3 passi verso la cittadinanza digitale

Il ministro dell’Innovazione tecnologica e della Transizione digitale Vittorio Colao ha dichiarato in un’intervista: “Già in autunno l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Anpr) fornirà certificazioni online valide e gratuite, e da lì il passo per certificati e attributi digitali diretti tra amministrazioni sarà breve. (…) Dalle consultazioni, alla proposta di referendum, alla erogazione di servizi sociali, alla telemedicina o teledidattica, possiamo dare a tutti opportunità uguali, indipendentemente da condizioni personali, sociali o localizzazione. Con il digitale si possono eliminare ingiustizie e abbattere barriere”. Dopo il via libera del 20 luglio scorso a Montecitorio e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la firma digitale è legale anche per la firma dei referendum. L’onorevole Riccardo Magi ha spiegato su Facebook: “I promotori della raccolta predispongono un documento informatico che, a seconda delle finalità della raccolta, consente l’acquisizione del nome, del cognome, del luogo e della data di nascita del sottoscrittore e il Comune nelle cui liste elettorali questi è iscritto ovvero, per i cittadini italiani residenti all’estero, la loro iscrizione nelle liste elettorali dell’anagrafe unica dei cittadini italiani residenti all’estero. Le firme elettroniche qualificate raccolte non sono soggette all’autenticazione”.

Quindi, in attesa della piattaforma governativa che dovrebbe arrivare a gennaio 2022, è possibile comunque creare la propria piattaforma digitale e raccogliere firme. Marco Gentili, Presidente Associazione Luca Coscioni: “Con il digitale si supera il meccanismo discriminatorio dell’autentica, oltre che gli ostacoli previsti da una legge di oltre 50 anni fa, come la vidimazione dei moduli e le procedure vessatorie per la certificazione delle firme, e si evita, qualora dovesse peggiorare la situazione sanitaria, di dover uscire di casa per fare politica. La proposta iniziale di ampliamento alla firma digitale era destinata a persone con disabilità poi ha prevalso il buon senso e ora è una norma generale. Nessuno si era posto il problema per esempio di chi risiede all’estero. Adesso viene finalmente restituita loro la possibilità di sottoscrivere le proposte referendarie”.

Oltre alla firma digitale, dal 16 agosto, il cittadino che sia impossibilitato ad utilizzare in autonomia i servizi online Inps può delegare un’altra persona di sua fiducia all’esercizio dei propri diritti nei confronti dell’Istituto. Lo prevede la circolare Inps che conferma anche la data del 30 settembre 2021 di dismissione del Pin Inps in favore delle identità digitali Spid, Cie e Cns per l’autenticazione e l’accesso ai servizi web Inps. Con questa funzionalità, Inps ha voluto dare precedenza all’esigenza dei cittadini che sono impossibilitati ad utilizzare in autonomia i servizi online Inps, fornendo uno strumento che consente al delegato di accedere ugualmente ai servizi on line.

Questa operazione si inserisce in accordo con le attività che il Ministro per l’innovazione e la transizione digitale – Dipartimento per la trasformazione digitale sta mettendo in campo per rendere più facile per i cittadini l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione con l’identità digitale. La delega dell’identità digitale è anche lo strumento attraverso il quale i tutori, i curatori, gli amministratori di sostegno ed esercenti la potestà genitoriale possono esercitare i diritti dei rispettivi soggetti rappresentati e dei minori. La richiesta può essere effettuata direttamente dal delegante presso una qualsiasi sede territoriale dell’Inps esibendo la seguente documentazione: modulo di richiesta di registrazione delega dell’identità digitale; copia del documento di riconoscimento del delegante. Dopo la registrazione a sistema della delega, il delegato può accedere ai servizi Inps al posto del delegante, autenticandosi con le proprie credenziali Spid/Cie/Cns e potrà scegliere, quindi, se operare in prima persona oppure per conto del delegante. Maggiori informazioni, condizioni e documentazione sul Sistema di gestione delle deleghe delle identità digitali sono reperibili sul sito www.inps.it.

Infine, lo scorso 9 luglio, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha firmato con il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao il decreto che dà il via libera alle linee guida per la sperimentazione “di modalità di espressione del voto in formato digitale”. La sperimentazione, secondo un recente studio Istat, andrà a riguardare i circa 7,5 milioni di italiani fuorisede o all’estero, ma potrà coinvolgere anche chi “per motivi di lavoro, studio o cure mediche”, si trovi “in un comune di una regione diversa da quella del comune nelle cui liste elettorali risulti iscritti”.

Articoli correlati