domani a Genova la decisione d’Appello – Sanremonews.it

E’ attesa per domani la sentenza d’Appello per gli otto imputati, del troncone abbreviato, relativo al processo dei ‘furbetti’ del cartellino. Dopo le repliche dell’accusa la Corte andrà in camera di consiglio e la decisione è attesa nel pomeriggio. 

All’esito del processo abbreviato il gup di Imperia, Paolo Luppi, ha assolto 10 imputati e la Procura di Imperia ha appellato solo otto posizioni ossia quelle dell’ex vigile del mercato annonario Alberto Muraglia, dell’ex responsabile degli asili nido Patrizia Lanzoni, di Luigi Angeloni, Rosella Fazio, Sergio Morabito, Paolo Righetto, Roberta Peluffo e Maurizio Di Fazio.

Per il giudice le prove raccolte non furono sufficienti a stabilire l’eventuale responsabilità degli imputati in merito ai reati di falso per l’utilizzo indebito dei cartellini e di truffa per l’allontanamento ingiustificato dal posto di lavoro. La circostanza che un determinato impiegato si fosse fatto timbrare da altri il badge oppure fosse uscito, durante l’orario di servizio dal Comune, non integra tali reati in quanto occorreva dimostrare che non si trovasse sul posto di lavoro oppure non svolgesse le relative mansioni di servizio.

Il 30 settembre scorso invece, all’esito del primo grado del troncone ordinario vennero condannati 15 dei 16 imputati accusati, a vario titolo, per truffa ai danni dello Stato, falso e violazione della legge sul pubblico impiego. Il giudice Francesca Minieri ha condannato: Giuseppe Terracciano (3 anni e 2 mesi, 2.570 euro di multa), Antonella Rossi (8 mesi di reclusione, 400 euro), Miriam Marangoni (8 mesi di reclusione, 360 euro), Mimo Franza (1 anno e 4 mesi, 950 euro), Mirco Norberti (1 anno e 8 mesi, 820 euro), Fiorella Cavalca (1 anni e 3 mesi, 900 euro), Tatiana Garibbo (1 anno e 1 mese, 590 euro), Francesco Astolfi (1 anno e 8 mesi, 1.520 euro), Agatino Longhitano (1 anno e 2 mesi, 600 euro), Antonio Rao (1 anno e 2 mesi, 620 euro), Mario Adami (1 anno e 3 mesi, 760 euro), Marco Checchi (3 anni e 7 mesi, 5,690 euro) e Roberto Pangallo (2 anni e 10 mesi, 3.690 euro).L’unica assolta è Rita Torre, per la tenuità del fatto.

Le motivazioni dovevano essere depositate entro fine dicembre, ma il giudice ha chiesto una proroga di tre mesi, ma non è detto che il deposito avvenga a marzo: questo è infatti il termine ultimo per il giudice. Qualora, però ciò avvenga i tempi si dilaterebbero ulteriormente in quanto poi, le difese avrebbero altri 45 giorni di tempo per presentare Appello e di conseguenza si avvicinerebbe lo “spettro” della prescrizione. Ma anche in questo caso nulla si deve dare per scontato poichè gli imputati hanno sempre il diritto di rinunciare alla prescrizione e farsi giudicare nel secondo processo. 

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