“Nel 2021 crescita del 6,5%, nel 2022 sopra il 4%, fondamentale l’attuazione del Pnrr “

”Il 2021 è stato un anno di forte ripresa e anche i dati disponibili del quarto trimestre sono positivi”. Nel complesso la crescita del prodotto interno lordo ”dovrebbe avvicinarsi al 6,5% e nel 2022 le previsioni di consenso indicano una crescita superiore al 4%”. Le stime di quest’anno, tuttavia, sono ”condizionate dal protrarsi della pandemia, dalle tensioni internazionali e soprattutto dall’aumento dei prezzi dell’energia”. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, diffonde le prime stime del ministero del 2022 e ribadisce la bontà delle misure che il governo ha preso, assicurando che se sarà necessario il governo interverrà con nuovi interventi.

Rispetto alle previsioni diffuse pochi giorni fa da Bankitalia (+6,3% nel 2021 e +3,8% nel 2022) i numeri sono migliori; mentre il confronto con le previsioni dell’Istat di dicembre ( +6,3% in 2021 e +4,7% nel 2022) mostra una differenza positiva per l’anno scorso e una negativa per quest’anno. Nel 2022 ”un sostegno alla crescita verrà dalla legge di bilancio, che ha un’intonazione nettamente espansiva”, ricorda il ministro.

L’obiettivo è quello di sostenere in modo deciso l’economia fino a quando l’economia e l’occupazione non avranno recuperato non solo la caduta, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019”, spiega Franco. ”Dopo un quarto di secolo di crescita stentata è necessario ottenere tassi di di crescita significativi nei prossimi anni. A questo riguardo sarà fondamentale l’attuazione del Pnrr: si tratta di 191 miliardi di risorse comunitarie, a cui il governo ha aggiunto risorse nazionali per oltre 30 miliardi con il fondo complementare”.

Agli investimenti, spiega Franco, ”si affianca un programma di riforme che riguardano la giustizia, la pubblica amministrazione, la semplificazione delle procedure, la concorrenza”. Con questi numeri, secondo il ministro, ”nel primo trimestre del 2022 dovremmo recuperare il livello produttivo ante crisi”. ”Per sostenere i settori in difficoltà e contenere il prezzo dell’energia il governo ha appena varato nuovi interventi per oltre 3 miliardi. Sommate a quella previste nella legge di bilancio le misure per il costo dell’energia per famiglie e imprese nel primo trimestre ammontano a circa 5,5 miliardi” a cui ”si aggiungono i quasi 5 miliardi di interventi del secondo semestre del 2021”.

Oltre ai 10,5 miliardi di euro messi in campo per il periodo che va da luglio del 2021 a marzo del 2022 ”altri interventi potranno essere adottati in relazione all’evolvere della situazione. Bisogna assolutamente evitare che il costo dell’energia blocchi la ripresa”, sottolinea Franco. Sul fronte fiscale la manovra ha destinato un miliardo all’intervento sull’irap e 7 miliardi all’intervento sul’irpef. In particolare l’intervento sull’imposta dei redditi per le persone fisiche ”riduce l’aliquota media effettiva, soprattutto per quei contribuenti che non avevano fruito degli sgravi fiscali negli ultimi anni. Inoltre si sono riassorbiti alcuni picchi dell’aliquota marginale effettiva che superava il 60% per alcune fasce di reddito”.

”Adesso l’aliquota marginale effettiva per i lavoratori dipendenti ha una struttura più semplice e razionale, a 3 livelli: 23%, 34% e 43%”. ”La revisione del prelievo fiscale e del sistema fiscale deve essere parte integrante del processo di ripresa del nostro paese”, sottolinea il ministro. ‘‘Si tratta dell’avvio del riordino complessivo dell’assetto del sistema fiscale” che ”potrà essere perfezionato e completato all’interno della delega al’esame del parlamento”.

”Siamo fiduciosi che queste misure contribuiranno a rafforzare la ripresa della nostra economia. Andranno ovviamente consolidate e potenziate”, spiega Franco. ”L’obiettivo è quello di rendere il nostro paese più dinamico, di accrescere la quantità e soprattutto la qualità dell’occupazione, di conseguire un tasso di crescita del pil e dei redditi più elevato di quello dell’ultimo quarto di secolo”. E per concludere il ministro annuncia una vittoria importante: ”Stiamo finalmente accrescendo il potenziale produttivo del paese”.

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