al processo si costituisce parte civile anche l’Enpa – Imperianews.it

In attesa dell’11 marzo, quando in Corte d’Assise a Imperia si aprirà il processo a carico di Fulvio Sartori, l’81enne ex guardia forestale accusato di aver ucciso la moglie Tina Boeri di 80anni e la loro cagnolina Luna il 19 aprile scorso, l’Enpa è stato ammesso come parte civile al procedimento nei confronti dell’uomo.

L’anziano aveva ucciso moglie e cagnolino, sgozzandoli con un coltello a Rocchetta Nervina, piccolo comune dell’entroterra della Val Nervia, tornando poi a dormire. L’Ente Nazionale Protezione Animali aveva denunciato il fatto e ora, attraverso l’avvocato Claudia Ricci dell’ufficio legale Enpa, e a mezzo dell’avvocato Cecilia Tabbò di Rete Legale Enpa di Savona, si è costituita parte civile ed è stata ammessa come unica associazione a difesa degli animali.

L’uomo, lo ricordiamo, venne arrestato dai Carabinieri e a marzo per lui inizia il processo di primo grado. La Corte d’Assise sarà presieduta dal giudice Laura Russo. “La violenza con cui ha tolto la vita prima alla moglie e poi alla cagnetta Luna – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – è sconcertante. Una violenza che ancora troppo spesso quando viene esclusivamente rivolta nei confronti degli animali viene minimizzata. L’Enpa da tanti anni ormai, insieme a ‘Link Italia’, sottolinea l’importanza di interpretare la crudeltà sugli animali come indicatore di pericolosità sociale. Si potrebbero salvare tante vite punendo con severità chi maltratta o uccide gli animali”.

Si tratta di un caso particolare, quello che avverrà in aula a Imperia, visto che oltre alle varie imputazioni a cui dovrà rispondere l’82enne omicida, si troverà di fronte anche all’Enpa, che è stato ammesso come parte civile, proprio per l’uccisione della cagnolina ‘Luna’.

Nel Rapporto sullo stato globale della prevenzione della violenza dell’OMS e delle Nazioni Unite emerge come i comportamenti antisociali  causino più di 1,3 milioni di decessi ogni anno e un numero ancora superiore di feriti, per cui prevenire, trattare e contrastare la violenza interpersonale nelle proprie declinazioni, fra cui in primis la violenza su donne e minorenni, costituisce letteralmente una  questione di vita o di morte. 

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