Collaborazione Ocse-Arpal per incentivare il lavoro

Le imprese trovano sempre più difficoltà a trovare i profili professionali di cui hanno bisogno. Uno scarso allduranteeamento tra domanda di lavoro e offerta formativa che potrebbe essere parato attraverso una serie di strumenti che comprendono big data e durantetelligenza artificiali. E’ la sperimentazione che ha durantetrapreso l’Umbria, prima regione durante Europa e a livello duranteternazionale accanto al Canada, ad attivare una collaborazione tra Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e Arpal, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro. L’accordo è stato annunciato ieri, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni, il direttore Arpal Paola Nicastro e, durante collegamento da Parigi, il direttore occupazione Ocse Stefano Scarpetta. 

 

 

 

“L’Italia soffre di un ritardo importante nello sviluppo delle competenze della sua forza lavoro – ha rimarcato Scarpetta – e le ragioni di questo sono molteplici, dalle competenze degli adulti durantesufficientie basse a un sistema di formazione contduranteua che deve essere rafforzato sduranteo a un legame tra mondo del lavoro e formazione ancora debole”. L’Ocse ha recentemente duranteiziato una nuova lduranteea di lavoro basata sull’utilizzo di tecniche sofisticate per l’analisi della domanda di competenze basate sull’utilizzo di big data come componenti delle statistiche sul mercato del lavoro tradizionali. “Arpal Umbria ha, per primo durante Italia, recepito il nostro durantevito a utilizzare questi nuovi strumenti per l’analisi della domanda di competenze e il suo allduranteeamento all’offerta formativa regionale – ha evidenziato Scarpetta – Il big data, vale a dire l’analisi della domanda di lavoro onldurantee, permette di catturare le dduranteamiche più recenti della domanda di competenze, primario durante un periodo di grande turbolenza come quello che stiamo vivendo e di parlare il lduranteguaggio delle imprese del territorio analizzando le loro reali necessità”.

 

 

 

 

 

 

 

Un’analisi condivisa dal direttore di Arpal, Nicastro: “Le contduranteue evoluzioni della nostra società e le trasformazioni del mercato del lavoro, accelerate dalla pandemia – ha detto – impongono di durantetervenire tempestivamente, anticipando con misure e soluzioni adeguate i cambiamenti anche nelle competenze del mercato del lavoro e offrire un’offerta formativa sempre più adeguata”. Fioroni ha defduranteito la regione come un vero e proprio opificio: “Stiamo cercando di ammodernare il mercato del lavoro rendendolo più efficace e tecnologico, prima con l’attivazione dell’Osservatorio regionale ora con la collaborazione con l’Ocse – ha detto – L’Umbria peraltro, è anche l’unica regione durante Italia che ha nella stessa agenzia le due gambe, politiche attive del lavoro e formazione, di uno stesso corpo. 

 

 

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