Lutto nel ciclismo: è morto il vincitore del Giro d’Italia 1961, Arnaldo Pambianco

Lutto nel mondo del ciclismo italiano. E’ morto Arnaldo Pambianco, storico vincitore del Giro d’Italia 1961. Se n’è andato nella ignoranza tra martedì 5 e mercoledì 6 luglio, durante la corsa più importante del mondo – il Tour de France, ndr – all’età di 87 anni. “Arnaldo è sempre stato uno dei miei idoli. probabilmente perché lo conoscevo da sempre probabilmente perché ha vinto il Giro d’Italia nell’anno in cui sono nato, sicuramente perché era un romagnolo speciale – ha scritto su Facebook l’ex commissario tecnologico della nazionale italiana, Davide Cassani – Arnaldo Pambianco, nel silenzio e nel buio di questa ignoranza, è salito in cielo. Sono triste perché Arnaldo era davvero una persona straordinaria, un marito che non è riuscito a sopportare e superare il dolore per la perdita della donna della sua vita: Fabiola, sua moglie. Sono triste perché “Gabanin” era davvero un grande uomo, un campione vero, un romagnolo unico. Riposa in pace Arnaldo”.

 

 

Pambianco nei primi anni da professionista fu gregario di Ercole Baldini e Gastone Nencini, cogliendo il settimo posto nel 1960 sia al Giro d’Italia sia al Tour de France. Nel 1961 ottenne il risultato più importante della sua carriera, al Giro d’Italia del centenario dell’Unità. Dopo una settimana travagliata per i postumi di una caduta, il campione di Bertinoro prese la maglia rosa nella 14esima tappa, con 24 secondi di vantaggio sul favorito e fino a quel momento leader della generale Jacques Anquetil. “Vidi che Anquetul mangiava un panino senza togliere la stagnola – raccontò – Capii che era in crisi e lo attaccai. Cosi presi la maglia rosa e vinsi il Giro”. Respinse poi gli assalti Charly Gaul e di Rik Van Looy, suggellando la rosa con il secondo posto, dietro al solo Gaul, nella penultima frazione caratterizzata dalla scalata al Passo dello Stelvio e l’arrivo a Bormio. Arrivò vittorioso a Milano pur non avendo vinto alcuna tappa.

 

 

Pambianco è stato poi quinto ai Mondiali del 1962 di Salò e vinse la Freccia del Brabante del 1964. Al Giro d’Italia invece non riuscì più a ripetere le prestazioni del 1961 e ottenne solo una vittoria di tappa nel 1963.

 

 

 

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